Egitto, Levante, Golfo, fumetto e letteratura d’emigrazione: ovvero, le novità in libreria

Cosa uscirà in libreria nei prossimi mesi? A quanto sembra molte proposte e tutte interessanti: dal Libano alla letteratura d’emigrazione, dal fumetto d’autore al romanzo siriano, passando per l’Egitto e l’Arabia Saudita. Insomma lettori, prendete agenda, carta e penna e scopriamoli insieme, mese per mese fino ad aprile!

(*dove manca il nome del traduttore è perchè non sono riuscita a scoprire chi fosse)

GENNAIO

  • Sette luoghi, di Youssef Ziedan (Neri Pozza; traduzione dall’arabo di Lorenzo Declich e Daniele Mascitella)

La casa editrice Neri Pozza torna a scommettere sul romanziere e storico egiziano Youssef Ziedan, già autore di Azazel e Nabateo lo Scriba. Al contrario dei primi due, Sette luoghi non è un romanzo storico, bensì un romanzo di formazione su di un giovane uomo arabo contemporaneo, la cui vita si intreccierà inesorabilmente con la Storia. Potete leggere la trama qui.

  • Il Profeta e il bambino, di Khalil Gibran. Inediti e testimonianze raccolti e tradotti da Francesco Medici (Editrice La Scuola)

Questo breve, denso e interessante testo raccoglie numerosi frammenti della vita del poeta, scrittore e artista libanese Khalil Gibran, autore de Il Profeta. Lo sto leggendo in questi giorni e spero di potervelo raccontare tra poco.

  • La porta del sole, di Elias Khouri (ristampa per l’editore Feltrinelli; traduzione dall’arabo di Elisabetta Bartuli)

Il capolavoro del grande scrittore libanese torna in una nuova versione per Feltrinelli. E se andate a guardare sul sito è anche in sconto. È uno di quei libri da leggere, uno di quelli che quando le persone mi chiedono: da dove comincio per conoscere la letteratura araba? Ecco, cominciate pure da questo.

FEBBRAIO

  • Il collare della colomba, di Raja Alem (Marsilio)

Questo romanzo della scrittrice saudita Raja Alem ha vinto l’edizione 2011 del premio internazionale per la narrativa araba (quell’anno Alem lo vinse insieme al marocchino Mohammed al-Achaari e il suo L’arco e la farfalla, pubblicato da Fazi).

Quando ad Abu al-Ruùs, in una delle più suggestive zone storiche della Mecca, viene ritrovato il cadavere nudo di una donna, Gli abitanti del quartiere sono profondamente scossi e temono per quanto potrebbe venire alla luce. La vittima, Aisha, custodiva tormentati segreti di famiglia e amori proibiti. Il detective Nasser scopre uno scambio epistolare tra Aisha e il suo amante straniero, che gli svela il lato oscuro della città più amata dai musulmani. Continua qui.

  • La conchiglia, di Mostafa Khalifa (Castelvecchi, traduzione dall’arabo di Federica Pistono)

La conchiglia è stato pubblicato nel 2008 dalla casa editrice libanese Dar al-Adaab. Lo scrittore (1948) è un intellettuale siriano dissidente, che ha passato 12 anni nelle terribili carceri siriane durante il regime di Assad padre, inclusa la prigione di Tadmor di cui altri scrittori siriani hanno parlato in termini paragonabili all’inferno in terra. L’esperienza vissuta da Khalifa è stata riversata in questo romanzo di 300 pagine, che fa parte del filone della letteratura carceraria, suo primo e unico romanzo ad oggi. Già pubblicato in Francia qualche anno fa da Actes Sud, è ancora inedito in inglese.

  • La primavera araba, di Jean-Pierre Filiu, disegni di Cyril Pomès (Bao Publishing)

Lo storico e arabista francese Jean-Pierre Filiu firma un altro fumetto storico di grande impatto, dopo la riuscita impresa con Il mio miglior nemico. Storia delle relazioni tra Stati Uniti e Medio Oriente (di cui Rizzoli Lizard ha pubblicato la prima parte, la seconda e la terza sono in corso di pubblicazione).

MARZO

"Sinalkol", in arabo
“Sinalkol”, in arabo

Specchi rotti, di Elias Khouri (Feltrinelli; traduzione dall’arabo di Elisabetta Bartuli)

Il titolo originale del romanzo era Sinalcol, una parola spagnola che significa “senza alcol”. Il romanzo, l’ultimo di Khouri, è stato semi-finalista al premio per la narrativa araba dello scorso anno ma non è arrivato in finale. È stato già tradotto in francese (con lo stesso titolo!) ed è in corso di traduzione in inglese.

Su Internet ho trovato la sinossi intera ma ancora non la copertina:

Beirut, gennaio 1990, notte fonda. È il giorno del suo quarantesimo compleanno e Karim Shammas sta aspettando il taxi che lo porterà all’aeroporto a prendere il volo per tornare a Montpellier, dove vivono sua moglie e i suoi figli. Per la seconda volta, a distanza di più di un decennio, si lascerà alle spalle il Libano, Beirut, una società che in quindici anni di guerra civile ha perso tutti i suoi valori di riferimento. Karim Shammas celebra il suo compleanno da solo, in una città al buio, percorsa dalle raffiche di kalashnikov e dai colpi di mortaio a cui, di lì a pochi mesi, si imporrà di partorire la pace. Verrà a raggiungerlo, nella notte, almeno una delle donne che lo hanno accompagnato nei mesi beirutini? Verrà la giovane Ghazaleh, dalla sessualità dirompente? Verrà Muna, la borghese che non vuol sentire parole d’amore banali? Verrà Hind, la fidanzata di gioventù ora moglie di suo fratello? Quel che è certo è che verranno i ricordi. Verranno gli anni dorati dell’infanzia, verrà la sicurezza di un rapporto osmotico con il fratello quasi gemello, verrà l’afflato sessantottino della giovinezza, verrà il cameratismo della militanza. E verranno la paura, la fuga, il ritorno in un paese che non è più il suo paese, verrà la disillusione di chi, non solo in Libano, ha creduto nella giustizia sociale. Tornerà davvero a Montpellier, Karim Shammas?

APRILE

RIHANIIl libro di Khalid, di Ameen Rihani (Mesogea, traduzione e cura di Francesco Medici)

Poeta, scrittore, giornalista e diplomatico, Ameen Rihani è stato uno dei pionieri della Nahdah, la “rinascita” culturale, sociale e politica araba di inizio ‘900. Insieme a Khalil Gibran, le cui illustrazioni originali impreziosiscono questo testo, è stato uno dei principali esponenti della letteratura d’emigrazione.

Un riassunto del romanzo si trova sul sito dell’editore:

Il giovane libanese Khalid, originario di Baalbek, parte per gli Stati Uniti insieme al poeta Shakib, suo amico inseparabile, seguendo l’ondata migratoria dei tanti connazionali che, alla fine del XIX secolo, abbandonano la Grande Siria alla volta dell’America, per sfuggire alla repressione del regime ottomano e allo spettro della povertà.
Stabilitisi a New York trovano lavoro come venditori ambulanti, ma presto l’inquieto protagonista scivola in una vita da bohémien e nella morsa della corruzione politica imperante nella metropoli americana. Amaramente deluso dal Nuovo Mondo, ritorna in patria, dove spera di sposare la donna che ama fin dall’infanzia, ma anche il suo Libano si rivela teatro di varie disavventure. Profeta perseguitato della «Primavera dell’Arabia», Khalid dovrà lottare, in nome dei suoi ideali di libertà e giustizia, contro le autorità ottomane, i Giovani Turchi e il fanatismo religioso.

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