Se la censura saudita non ama la poesia

Articolo pubblicato su Arab media REPORT il 24.3.2014

Mentre noi in Italia il 13 marzo ricordavamo Mahmoud Darwish, in Arabia Saudita, alla Fiera del libro di Riyadh succedeva tutto ciò…

Sarebbe stata la crisi in corso tra Arabia Saudita e Qatar alla base della censura “senza precedenti” che ha colpito ben 10.000 copie di 420 libri alla Fiera internazionale del libro di Riyadh appena conclusa.

Una vicenda che nei giorni scorsi è stata ripresa dai più importanti quotidiani arabi e internazionali vista la mole dei libri confiscati e gli autori coinvolti, tra cui compare il nome del poeta palestinese Mahmoud Darwish.

L'editore di Riad el-Rayyes che impacchetta alcuni libri (fonte: Sabq.org)
L’editore di Riad el-Rayyes che impacchetta alcuni libri (fonte: Sabq.org)

La fiera di Riyadh è promossa dal Governo sotto gli auspici del Ministero per la Cultura e l’Informazione ed è per i lettori sauditi un’occasione culturale immancabile soprattutto per fare acquisti, data la cronica carenza di librerie di cui soffre il Regno. Come quasi tutte le fiere librarie arabe, anche quella di Riyadh non sfugge alla scure della censura, che opera per mano della solerte polizia religiosa, la cosiddetta “Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio”.

Ma quest’anno, come conseguenza della crisi politica in atto, la stretta della polizia religiosa si è intensificata, in netta controtendenza rispetto ai passi avanti che si erano registrati solo un anno fa. I primi a farne le spese sono stati proprio i testi dei Fratelli Musulmani, censurati a priori in quanto “minaccia per la sicurezza intellettuale del Regno”, secondo quanto dichiarato da Ahmad Al-Himdan, Presidente dell’Associazione degli editori sauditi.

Sorte più dura è toccata a Nawaf al-Qudaimi, co-direttore della casa editrice islamica saudita basata a Beirut, Al-Shabaka al-arabiyya li al-abhath wa al-nashr (La rete araba per la ricerca e l’editoria), che pubblica saggi sull’Arabia Saudita e l’Islam politico considerati innovativi e originali.

Due giorni dopo l’inizio della Fiera, al-Qudaimi, già dichiarato persona non grata, aveva trovato il suo stand completamente distrutto.

stand

 

Il Ministro della Cultura e dell’Informazione saudita, il Dr Abdulaziz Khoja, così ha commentato al quotidiano saudita Makkah: “Ogni casa editrice che trasgredirà le regole subirà lo stesso destino, perchè la sicurezza del Regno è più importante di qualsiasi altra cosa e chiunque tenterà di destabilizzare la nostra integrità non sarà tollerato”, riprendendo un avvertimento che era stato lanciato dagli organizzatori della Fiera prima dell’inaugurazione, sull’eventualità che libri ritenuti contrari all’Islam, o considerati una minaccia per la sicurezza del Paese, potessero essere requisiti.

Continua su AmR!


 

Qualche link utile:

Ahram Online I passi avanti della Fiera di Riyadh 2013

Makkah OnlineLe dichiarazioni del Ministro della cultura saudita

Sabq.orgla notizia della confisca con foto

France 24 (arabo)che dà la notizia della confisca di Darwish e di altri libri

Jadaliyyadove Sinan Antoon posta la poesia “incriminata”

 

2 pensieri su “Se la censura saudita non ama la poesia”

  1. È impossibile diffendere la cultura e la letteratura con questo livello di censura, non si tratta di una cultura ricca e variata, ma di una controllata e che versa solo e sempre sugli stessi argomenti

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