Lo scrittore libanese Jabbour Douaihy al XII Festival della letteratura mediterranea di Lucera

logo luceraCome ogni anno, anche questo settembre torna il Festival della Letteratura Mediterranea di Lucera (FG), che ormai da 12 anni propone una rassegna di autori e titoli da quei paesi – Italia inclusa – che sul Mare Nostrum si affacciano e dialogano tra di loro. Il tema di questa XII edizione è “l’identità”: identità multiple, sfaccettate, riflesse, dialoganti, inesistenti, contaminate, monolitiche. Pensatela come volete, di certo l’argomento è interessante e porta però anche a domandarsi: esiste davvero una cosa chiamata “identità”? E di che si tratta? E chi può dire cosa sia e di quale materia sia composta? O siamo forse noi tutti, il frutto di più identità, esperienze, vite vissute, che come strati leggeri si sommano gli uni sugli altri e compongono un unicuum molteplice che altri semplicemente non è che l’uomo stesso?

Gli autori presenti saranno invitati ad interrogarsi su questo concetto di difficile definizione: a rappresentare la letteratura araba quest’anno sarà lo scrittore libanese Jabbour Douaihy, che interverrà con Elisabetta Bartuli, arabista, esperta di letteratura araba contemporanea e traduttrice degli unici due romanzi tradotti in Italia di Douaihy: “Pioggia di giugno” e “San Giorgio guardava altrove”, entrambi editi da Feltrinelli. Ed è proprio questo secondo romanzo, pubblicato in Italia due anni fa, che è intessuto attorno al tema dell’identità: un’identità cristiano-maronita che si somma su un’identità musulmana nel giovane e incosciente Nizam all’alba della guerra civile libanese che sconvolse il Libano per 15 dolorissimi anni, dal 1975 al 1991.

Jabbour Douaihy è nato a Zgharta nel nord del Libano nel 1949 e vive a Tripoli. Professore di letteratura francese all’Università libanese di Tripoli, uomo brillante e sofisticato, dallo stile narrativo delicato e tenero, è uno dei protagonisti della vita culturale libanese contemporanea. Scrive di letteratura per la rivista letteraria libanese L’Orient littéraire ed è autore di diversi romanzi. “Pioggia di giugno” è risultato tra i finalisti al premio per la narrativa araba del 2008, mentre “San Giorgio guardava altrove” è entrato nella cinquina finalista nell’edizione del 2012 e ha vinto il Prix de la jeune littérature arabe (2013) e il Premio Hanna-Wakim (2011). Il suo ultimo romanzo è “Il quartiere americano”, ancora mai tradotto.

L’incontro è previsto per domenica 21 settembre alle 11 presso il Cortile Palazzo Cavalli.


Jabbour Douaihy: “Il Libano è un paese da costruire. Quasi tutte le mattine”


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