Libri arabi digitalizzati e soft power emiratino

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La copertina dell’Iliade (“Iliyadhat Humirus”), tradotta dal greco in arabo da Sulayman al-Bustani (1856-1925)

Emirati Arabi Uniti (& istituzioni culturali statunitensi) e cultura araba, episodio ennesimo: un progetto ambizioso portato avanti dalla New York University Abu Dhabi (NYUAD) sta infatti digitalizzando la bellezza di 15mila volumi di letteratura, scienze, lingua, etc. scritti in arabo, che verranno messi a disposizione del pubblico su questa piattaforma online.

Fin’ora online si trovano solo pochi esempi, perchè dei 15.000 testi ne sono stati digitalizzati solo 200 e altri sono in arrivo; ma se vi fate un giretto sulla piattaforma, potrete vedere come i testi siano navigabili senza problemi, e come sia possibile anche scaricarli in pdf.

L’accesso ai testi che, come scrive The National, vanno da una collezione di hadith del 12° secolo, alla traduzione dell’Iliade fatta da Sulayman al-Bustani (sì, quello della famiglia siro-libanese dei al-Bustani, i grandi letterati e pionieri della Nahda), è gratuito. In pratica, c’è bisogno solo di una connessione Internet.

Il progetto di questa biblioteca digitale gratuita, che si chiama Arabic Collections Online / المجموعات العربيَّة على الإنترنيت, è gestito anche dalle università di Princeton, Columbia, Cornell e dalla American University of Beirut, che hanno messo a disposizione della piattaforma digitale le loro “biblioteche” cartacee.

“Molti governi nel mondo arabo non possono permettersi una cosa del genere. Abu Dhabi può, e lo sta facendo”, ha detto la direttrice della biblioteca della NYUAD, Virginia Danielson, che ha definito il progetto una grande “risorsa per gli arabofoni”.

Vi state chiedendo perchè Abu Dhabi? Perchè il piccolo e rampante emirato si sta accreditando sempre più come polo culturale del Golfo: è sede di una delle più importanti e grandi fiere internazionali del libro arabo (per quanto, l’edizione 2014 sia stata un po’ sottotono e molto “locale”), di distaccamenti di due prestigiose università, come la New York University e la Sorbonne, e a breve ospiterà i musei del Louvre Abu Dhabi e del Guggenheim Abu Dhabi.

Come che sia, se avessi tempo me la farei una ricerchina sul peso politico di questo immenso soft power…

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