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Lo scrittore egiziano Youssef Rakha a Roma per la rassegna poetica “Ritratti di poesia”

Youssef Rakha (Il Cairo, 1976) è intellettuale poliedrico: giornalista, poeta, fotografo e scrittore. In qualità di poeta-scrittore interverrà con Elena Chiti, arabista e traduttrice letteraria, alla rassegna di poesia “Ritratti di poesia” promossa dalla Fondazione Roma, che si tiene a Roma questo giovedì nella bellissima cornice di Piazza di Pietra.

Rakha, Youssef portraitL’intervento di Rakha (dalle 14.30 alle 15.30) è previsto all’interno dello spazio dedicato alla poesia internazionale dal titolo “Poesia sconfinata”: ci saranno infatti performance poetiche di Ataol Behramoğlu (Turchia – vincitore nel 2003 del «Great Prize for Poetry»), che sarà presentato da Giampiero Bellingeri, uno dei maggiori turcologi italiani, professore alla Ca’ Foscari di Venezia; Youssef Rakha (Egitto) con Elena Chiti, traduttrice di molti poeti arabi contemporanei; Durs Grünbein (Germania) con Anna Maria Carpi, poetessa e germanista; Gilberto Isella (Svizzera – poeta, traduttore e critico letterario) con Vincenzo Mascolo.

Durante “Ritratti di Poesia”, Youssef Rakha ed Elena Chiti presenteranno l’incipit de I coccodrilli/ التماسيح (Dar al-Saqi, Beirut, 2012): dal romanzo, tradotto da Elena Chiti ma inedito in italiano, è stato tratto un adattamento per il teatro, andato in scena a Roma nel dicembre 2013.

Oggi sul blog Elena e Youssef fanno un bel regalo a me e a voi lettori: ho chiesto loro se potevo pubblicare la poesia “Rendimento di grazie”/صلاة شكر , hanno acconsentito e dunque eccola qui.

La poesia che segue è stata scritta da Rakha (e pubblicata sul suo blog) poco dopo la caduta di Mubarak, ed è stata pubblicata sulla rivista Aspenia n. 57, giugno 2012, p. 234-235 (la pubblico qui con il consenso anche della redazione di Aspenia).

Rendimento di grazie
di Youssef Rakha
(trad. dall’arabo di Elena Chiti)

Balenio di cartelli. E persone che vociano. E che lascio senza preoccuparmi. Per la prima volta da quando ci siamo riuniti. Le tende in cui stanno. Il sapore dell’aria oltre gli sbarramenti. Chi non è andato al lavoro per raccogliere i rifiuti. Venditori di bandiere insieme a venditori di noccioline. Chi ci mette in fila in entrata e in uscita. Chi è “separato” in casa. Chi dorme sotto un carro armato. Indice e medio in segno di vittoria. Chi ti perquisisce e poi chiede scusa. Chi dorme all’aperto. Le bugie dei canali ufficiali. Dio vi protegga. I discorsi che fanno vomitare. Chi bacia i soldati. Il tradimento sulle pagine dei giornali. Il tradimento senza manovre straniere. Chi porta pane e frutta. Il tè nei bicchieri di plastica. La sigaretta accesa da sigaretta. Foto ricordo con carro armato. Chi va e chi viene. E “largo agli eroi”. Chi urlando ha perso la voce. L’elmetto di fortuna tra le fiamme. La Cocacola per lavarsi il viso. E mattoni, zoccoli di cavalli e bastoni. Correre avanti e indietro. Il petto di chi ha perso un figlio. Chi ha la pelle distrutta da una scheggia. Stringe il cuore quel che hanno passato. La Cocacola per tre lire. Con un piattino di koshari. Senza niente da obiettare. E non si accettano direttive straniere. E poi dicono che siamo disorientati. Chi trasporta i feriti fino alle uscite. Gli idranti contro chi si è prosternato. Chi si prosterna sull’asfalto. Barba, capelli e scarpe. E poi dicono che è pur sempre il nostro presidente. Il tassista impaurito. Chi porta la croce. Il tassista intimidito. Chi è stato investito. Scarpe per salutare la foto del presidente. Chi accompagna i morti uno dopo l’altro. Chi muore stringendo il proiettile che il medico gli ha estratto dal collo. Chi è stato rapito e bruciato a sigarette sul viso. Chi è morto la volta dopo. Chi urla non morire. Tiro al piccione da sopra i tetti degli alberghi. Tiro al piccione sotto il velo della notte. Gli slogan tra gli spari. Chi è solo contro un blindato. La preoccupazione per il Paese in bocca a lealisti prezzolati. Sotto la cappa della notte. Fronte in tutti i sensi. Gli appelli dei medici. Chi si dissangua sulle scale. La meschinità del poliziotto. Chi porta una bomba e la fa scoppiare. Tra il fumo degli spasmi. Chi prende il posto di chi è corso via. Chi impedisce al compagno di prenderli a sassate. Il Nilo di notte. Il soldato che mi dice come faccio a darvele se mio fratello è dei vostri. L’ufficiale che mi sommerge con un abbraccio. Il popolo vuole rovesciare il regime. Tamburi suonati per dare l’allerta. La catastrofe. Piazze brulicanti come alveari. Tamburi suonati per ritmare gli slogan. Aspettare a braccio alzato con la carta d’identità. Chi è stato poliziotto sarà fatto fuori. Sedersi sul marciapiede. Morire di botte. Morire di giorno. Pioggia sulla fronte. Il popolo vuole processare il dittatore. Gli occhi di chi esce di moschea. Chi viene dalle baraccopoli. Quel che resta di un’auto bruciata. La pubblica insicurezza. Gli scrosci nel cesso. Quelli che vengono ora che hanno creduto. Vengono con gli amici. Vengono con i parenti. Vengono da soli. E cade Mubarak.

In questo video è lo stesso Rakha che la recita in arabo.
Ve l’avevo detto o no che era un intellettuale poliedrico?

Di lui vi avevo parlato in questo post, dove vi avevo raccontato di un suo libro molto particolare e molto interessante: Il Libro del sigillo del Sultano. Stranezze della storia nella città di Marte/ كتاب الطغرى. غرائب التاريخ في مدينة المريخ (Dar el-Shorouk, Il Cairo).

Questo romanzo, che Rakha ha pubblicato poco prima che scoppiasse la rivoluzione del 2011, è stato da poco pubblicato in inglese, nella traduzione di P. Starkey, con il titolo The Book of the Sultan’s Seal. Strange Incidents from History in the City of Mars (Interlink Books, Northampton, Massachusetts 2015), ed è acquistabile anche su Amazon.

Nel frattempo è uscita anche la traduzione inglese del suo romanzo I coccodrilli/ التماسيح (Dar al-Saqi, Beirut, 2012)/The Crocodiles, trad. dall’arabo di R. Moger, Seven Stories Press 2014), ed è in uscita la seconda parte di quella che sarà una trilogia, dal titolo Paulo/باولو .

La trilogia de I coccodrilli è “la storia della rivoluzione, ma non è una cronaca giornalistica”, come mi ha detto l’autore qualche tempo fa, e segue le vicende di un gruppo di intellettuali egiziani della gloriosa “Generazione degli anni ’90”.

Una generazione “irrequieta” ma troppo concentrata su se stessa per accorgersi che l’Egitto, tra il 1997 e il 2011, stava per diventare un Egitto rivoluzionario.

***

Oh, se poi volete saperne/leggerne/ascoltarne di più…

Il suo blog di letteratura araba e fotografia “The Sultan’s Seal”

Video girato da me durante la Fiera del Libro di Abu Dhabi, il primo a parlare è lui

Il suo “Diario di una rivoluzione”, pubblicato su Nazione Indiana

Mini-recensione di un suo articolo apparso su Internazionale

Un suo racconto e un’intervista li trovate nella bella raccolta Figli del Nilo. Undici scrittori egiziani si raccontano, a cura di F. Prevedello (Mesogea, Messina 2006).

(tra qualche giorno invece un altro suo articolo che sto traducendo io apparirà sulla rivista alfabeta2, all’interno di uno speciale sui fatti di Charlie Hebdo)

2 pensieri su “Lo scrittore egiziano Youssef Rakha a Roma per la rassegna poetica “Ritratti di poesia””

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