LAP

“One Book, Many Communities”: la letteratura palestinese per tutti

Su ResetDOC ho scritto un commento sulla campagna letteraria “one Book, Many Communities”, lanciata in tutto il mondo dal network di librai e bibliotecari Libriarians and Archivists with Palestine, che ha promosso la lettura del romanzo Ogni mattina a Jenin, di Susan Abulhawa. Alla campagna, qui in Italia abbiamo aderito in molti, io compresa. 

C’è un romanzo palestinese che nello scorso mese di gennaio ha unito più di 40 città in sette stati diversi, Italia inclusa. È Ogni mattina a Jenin, di Susan Abulhawa (Feltrinelli, 2011; trad. di Silvia Rota Sperti), scelto dal network di attivisti Librarians and Archivists with Palestine (LAP) come primo libro per “One Book, Many Communities”, una campagna di lettura internazionale che ha l’obiettivo di celebrare la letteratura palestinese e sostenere il popolo palestinese. 

Il network LAP si è costituito nel giugno del 2013, quando una delegazione di attivisti, operatori dell’informazione e bibliotecari provenienti da Svezia, Stati Uniti, Canada, Trinidad e Tobago, tutti a diverse forme attivi sul fronte della solidarietà con la lotta dei palestinesi per l’autodeterminazione, è volata in Palestina. Il viaggio era stato organizzato con l’obiettivo di raccogliere informazioni su come le voci palestinesi e l’informazione sulla Palestina raggiungono i media e il pubblico occidentali e come i palestinesi hanno accesso all’informazione.

In Palestina, la delegazione si è coordinata con attivisti, accademici e bibliotecari palestinesi e i delegati internazionali hanno visitato musei, centri culturali e di ricerca, e biblioteche di Gerusalemme e della Cisgiordania e hanno stabilito progetti di collaborazione e partecipazione attiva con gli attori palestinesi. Al loro ritorno è nato il LAP che, tra i vari obiettivi, ha quello di condividere le informazioni apprese durante il viaggio, oltre all’impegno ad abbattere le barriere mediatiche per far circolare i saperi sulla Palestina, la sua storia e i palestinesi.

L’idea della campagna letteraria è nata nell’estate del 2014, durante la guerra di Gaza, come ci ha raccontato Hannah Mermelstein, di LAP: “Noi membri della delegazione di New York ci siamo incontrati e abbiamo parlato di cosa potevamo fare come gruppo: è venuta così fuori l’idea di organizzare un reading di poesia e narrativa palestinese sulle metro di New York per “omaggiare la vita palestinese di fronte al massacro”.

La lettura continua a questo link!

 

2 pensieri su ““One Book, Many Communities”: la letteratura palestinese per tutti”

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