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I sei finalisti al Premio per il romanzo arabo 2015

Lo scorso venerdì a Casablanca, in occasione della Fiera del Libro in corso in questi giorni, sono stati annunciati i titoli dei sei romanzi in gara per il Premio internazionale per il romanzo arabo (IPAF/Arabic Booker), edizione 2015.

La giuria, capeggiata dal poeta e scrittore palestinese Murid al-Barghuthi, sembra aver privilegiato scrittori giovani e opere prime. Non sono rientrati nella rosa i romanzi di autori affermati come il libanese Jabbour Douaihy, arrivato diverse volte in semi-finale, o il marocchino Muhammad Barrada, che con il romanzo in gara ha vinto da poco un importante premio letterario marocchino.

I giurati (Murid al-Barghuthi al centro, mentre regge i libri finalisti)
I giurati (Murid al-Barghuthi al centro, mentre regge i libri finalisti)

 

Durante la conferenza stampa di presentazione, al-Barghuthi ha motivato così le scelte:

“Leggendo i 180 romanzi arrivati alla giuria, i giudici hanno osservato che le tematiche erano piuttosto simili. Il nostro obiettivo allora è stato quello di individuare l’abilità dello scrittore nel ricercare soluzioni artistiche e approcci tecnici innovativi ai temi sviluppati. Siamo convinti che ciò si rifletta nei sei romanzi annunciati oggi”.

Jana Fawaz ElHassan è nata in Libano nel 1985 ed è la più giovane dei finalisti: scrittrice e giornalista, nel romanzo che l’ha portata in finale, Il 99° piano, racconta dell’amore impossibile tra un giovane palestinese scampato al massacro di Sabra e Shatila del 1982, e una giovane libanese maronita, appartenente ad una famiglia della destra cristiana libanese implicata proprio in quel massacro. Elhassan era già arrivata in finale all’IPAF due anni fa.

Lina Huyan Elhassan è una giornalista e scrittrice siriana nata nel 1975 che ora vive a Beirut. Nel suo romanzo, Diamanti e donne, racconta le storie di due generazioni di esiliati dagli inizi del ‘900 al 1970-’80, tra Parigi, Damasco e San Paolo. Nel 2010 ha partecipato al corso/workshop di scrittura creativa “Nadwa”, che fa parte dell’IPAF e che punta a formare nuovi autori arabi.

L’autore più “anziano” di questa shortlist, è il marocchino Ahmed al-Madini classe 1947, autore di romanzi, racconti e saggi di critica letteraria. Il suo romanzo, Il viale del salice, si svolge in un’antica e vivace città marocchina tra intrighi e misteri, dove gli abitanti tentano di vivere in pace sebbene alla mercé di un gruppo di tiranni arroganti.

Le copertine dei sei romanzi
Le copertine dei sei romanzi

Il tunisino Shukri al-Mabkhout, accademico e critico letterario (Tunisi, 1962), firma con L’italiano il suo romanzo di debutto: il protagonista, Abdel Nasser (conosciuto come “L’italiano”), nel giorno del funerale del padre assale l’Imam, suo vicino di casa. L’ amico e narratore del racconto, nel chiedersi il perché di questo gesto, ripercorre la vita di Abdel Nasser, dall’infanzia, allaTunisia di Ben Ali. Fili conduttori della storia saranno il controllo del potere e la censura.

Vincitore dell’ultimo Premio letterario Nagib Mahfouz, La passione del derviscio del sudanese Hammour Ziada (scrittore e giornalista nato a Khartoum nel 1977) è ambientato in Sudan durante gli ultimi anni dello stato mahdista e segue le vicende di un ex schiavo in cerca di vendetta.

Il giornalista e scrittore palestinese Atef Abu Said, nato nel 1973 nel campo di Jabalia, Striscia di Gaza, ha ambientato il suo Una vita sospesa, proprio a Gaza, in un campo profughi: l’uccisione del protagonista, Naim, gestore di una copisteria che stampava i manifesti dei martiri, porta la comunità del campo a scontrarsi con le autorità quando queste decidono di buttare giù la casa di Naim, di importanza storica per gli abitanti, per costruire una moschea e una stazione di polizia.

I sei autori
I sei autori

Il vincitore verrà annunciato il prossimo 6 maggio nel corso di una cerimonia che si terrà ad Abu Dhabi, la sera prima della Fiera internazionale del libro del piccolo emirato. All’autore del romanzo premiato andranno $ 50.000; i finalisti ricevono invece ciascuno $ 10.000.

Uno degli obiettivi di questo premio letterario, dedicato alla narrativa scritta in arabo, è quello di far conoscere la letteratura araba al pubblico internazionale, tramite la promozione e il sostegno alla traduzione. E dunque tutti i romanzi che hanno vinto l’IPAF negli anni precedenti sono stati tradotto in inglese, e molti altri in altre lingue occidentali, italiano incluso.

E voi, di questi sei, quali vorreste poter leggere in italiano?

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