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A Palermo torna il Festival delle Letterature Migranti

C’è un altro bel Festival siciliano in questi giorni, è il Festival delle Letterature Migranti che si terrà a Palermo dal 12 al 16 ottobre.

64 gli incontri letterari e artistici, 143 gli ospiti presenti, tra autori, editori e artisti, oltre al premio Nobel per la Letteratura, lo scrittore nigeriano Wole Soyinka – recita il comunicato stampa.

14448824_567309740122167_2121324436583095495_nSempre dal comunicato: “Le letterature, per la loro stessa natura – ha dichiarato Davide Camarrone, direttore artistico del Festival – migrano da un luogo a un altro, da un tempo a un altro. Letterature e migrazioni in un certo senso sono sinonimi. Le letterature migrano con i popoli, accogliendoli e accompagnandoli nelle loro storie: facendo storia delle loro vite. L’età dell’oro di Palermo coincide con il tempo della convivenza tra popoli e culture differenti. Qui, al centro di un Mediterraneo in fiamme, tornato a essere centro del mondo, si replica il miracolo della convivenza”.

E per l’appunto, tra gli ospiti ci sono anche intellettuali e scrittori arabi/di origine araba (non per forza migranti, quindi, casomai ve lo stavate chiedendo), che i lettori del blog conoscono bene.

Si comincia il 13 ottobre con lo scrittore iracheno Ahmad Saadawi, autore del romanzone Frankenstein a Baghdad (edizioni e/o 2016, trad. di Barbara Teresi), già vincitore del premio IPAF nel 2014.

Frankenstein a Baghdad è una sorprendente favola gotica ambientata nella capitale irachena all’indomani dell’arrivo degli americani in Iraq. Baghdad è squassata da attentati cruenti a ripetizione che fanno decine di vittime, mentre nella notte si aggira un mostro, composto da parti di corpi umani assemblate fra loro. Il mostro del romanzo è in realtà un anti-eroe quasi romantico, dolente e tragico. Una figura indimenticabile a cui l’autore dà una voce potente, che si staglia con forza nel dolore di Baghdad e dei suoi abitanti.

il 14 ottobre è la volta di Robin Yassin-Kassab, scrittore e intellettuale anglo-siriano, già autore di Il traditore (Il Saggiatore 2008, trad. di A. Buzzi) e co-autore di un importante saggio sulla rivoluzione siriana, Burning Country (Pluto, 2016), con Laila al-Shami, scrittrice e giornalista, con cui dialogherà a Palermo. Nello stesso giorno ci sarà di nuovo Ahmad Saadawi, che dialogherà con Paola Caridi, scrittrice e giornalista e responsabile del programma Arti del Festival.

Il 15 ottobre arrivano a Palermo Omar Khoury, illustratore libanese che fa parte del collettivo Samandal e che al festival interverrà al panel “Satira e controsatira”, e Saleem Haddad, scrittore e attivista già autore di Guapa (edizioni e/o 2016, trad. di S. Castaldi) di cui vi avevo parlato qui, che dialogherà con Paola Caridi.

Il programma per intero lo trovate qui.

Il Festival è promosso dal Comune di Palermo, Assessorato alla Cultura, dall’Associazione Festival delle Letterature Migranti, dall’Università degli Studi di Palermo, dall’Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari (Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino) e da ONU Palermo Arabo Normanna.

[Le immagini del post sono prese dalla pagina Facebook del Festival]

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